lunedì 29 novembre 2010

IL PRIMO PASSO...


Il primo passo, breve, incerto, sulla lunghezza di quattro tavole. Eppure bellissimo.

A partire da oggi, in tutte le edicole ( e presto anche in fumetteria ) è disponibile il quarto numero di ICOMICS.

Tra le tante storie a fumetti, troverete anche JAM SESSION. La storia in questione è stata scritta da ME e disegnata dalla bravissima EMANUELA LUPACCHINO.

Sulla trama posso dirvi che è molto " Rock ", nel vero senso del termine, senza interventi alla Celentano. Per il resto, lascio a voi la lettura ( in fondo sono solo quattro tavole, non vi porterà via molto tempo ).

Sul piano mutimediale, qualora siate muniti di un cellulare di ultima generazione, con tanto di connessione internet, potete guardarvi la mia intervista direttamente sullo schermo del vostro telefono. Basta utilizzare il codice QR. Sul come fare, consultate ICOMICS. La spiegazione è bella che servita.

Io me ne vado in giro per casa con un sorriso ebete sulla faccia ancora per un po'. Mi godo la pubblicazione e l'ottimo lavoro fatto dalle matite di Emanuela Lupacchino. Poi torno a pestare sulla tastiera, a trasformare idee in pagine di Word e a cercare di fare il secondo passo, più lungo, più lontano.

Vi va di seguirmi ?

lunedì 17 maggio 2010

SO LONG RONNIE


Un lutto aggressivo ha sconvolto il mondo del Rock. Si è spento Ronnie James Dio. La sua voce ha rappresentato un tuono assoluto nella storia della musica rock e metal. Possente, maestoso, bellissimo.


La sua eco rimbomberà per sembre.

martedì 11 maggio 2010

GOODBYE FRANK



Ci ha lasciati Frank Frazetta. Addio ad un grande maestro.


So long Frank...

sabato 17 aprile 2010

OTTANTA


Per uno come me, nato nel 1983, gli anni ottanta sono stati più che altro cartoni animati e ginocchia sbucciate.

Ora che corro spedito verso i trenta, con le ginocchia integre nonostante le cadute, ho l’impressione che siano stati qualcosa di grosso che mi sono perso o non vissuto fino in fondo.

venerdì 12 febbraio 2010

IMMAGINAZIONI SCORTESI




Provate ad immaginare…Madonna nella vostra cucina sta lavando i piatti dopo una cena, più porca che parca, a base di Kebab e salse incontrollabili. Con una pupilla sul suo culo e l’altra pure, saltellate con due grossi cembali in mano. Simili a scimmiette a molla pestate forte come il più navigato campione olimpionico di scassa palle. Tra un colpo e l’altro dei vostri e dei suoi piatti, cantate a squarciagola: LIVING IN A MATERIAL WORLD AND I AM A MATERIAL GIRL.
Non vi sembra fico.

Provate ad immaginare…La ragazza più bella della scuola, quella stratosferica, quella più cliccata dai vostri ormoni. Vi si avvicina lungo il corridoio nell’ora di ricreazione. Ha il suo vestito migliore, il suo profumo migliore e il suo sorriso migliore con i denti migliori. Vi guarda con fare animalesco e, senza mezzi termini, vi invita ad una maratona sessuale degna di Youporn a sette mega. Una scopata da trasformare il vostro cervello in un sofficino con tanto di camaleonte strabico.
Voi la guardate, assaporate la sua immagine, e affondate il vostro NO. Gli dite con calma che “ Avete smesso “. Allontanandovi, accarezzate con due dita il cerotto farmaceutico che rilascia sostanze antipassera sotto la vostra camicia.
Non vi sembra strano.

Provate ad immaginare…Siete sotto ad un balcone nel cuore della notte. Con una Chitarra elettrica nuova fiammante, date il via ad una serenata degna di Pierrot. Uno dopo l’altro suonate tutti i pezzi dell’orchestra Casadei, aprendo ogni performance al grido di E VAI COL LISSSSIIIIOOOO. Lei, bellissima, apre la finestra e vi vomita in testa. Presi in pieno, tornate a casa conciati da far schifo al mostro della laguna nera o alla laguna nera stessa.
Non vi sembra eccessivo.

Oggi ho incrociato la più bella della scuola nel corridoio. Aveva il suo vestito migliore, il suo profumo migliore, ma non sorrideva, quindi non ho potuto notare i denti migliori. Aveva appena vomitato. Piccolo trucco per mantenere la sua linea da linea. Il cuore ha iniziato la sua serenata, tanto che il cervello sembrava preso tra due cembali. Mi ha chiesto l’ora. Nonostante non fosse notte fonda e non ci trovassimo sotto un balcone, l’ho guardata nel suo sguardo. Carezzandomi il cerotto posto sul morso del gatto, con naturalezza e tranquillità, gli ho risposto: LIVING IN A MATERIAL WORLD AND I AM A MATERIAL GIRL.

giovedì 21 gennaio 2010

GOTICO RURALE



La tradizione del racconto ha radici antiche. Richiama immagini da focolare, vecchi che raccontano con voce sinistra e occhi sbarrati di bambini all’ascolto. Senti nelle narici l’odore della brace accumulata, e il vento freddo che stride sulle finestre, sembra entrarti nelle ossa. Finita la storia, questa non morirà. Passerà di bocca in bocca, orecchio ad orecchio, fino a diventare un monito a cui credere veramente, fino a diventare parte di ciò che sei.
GOTICO RURALE di ERALDO BALDINI è tutto questo, nero su bianco. Dodici storie al sapore dell’incubo nostrano. Paesaggi agresti, paludi nebbiose, paeselli appisolati, costituiscono le location base di queste gemme di narrativa nera. Con uno stile asciutto e piacevolmente scorrevole, lo scrittore di Ravenna ci racconta il lato più oscuro e nascosto dell’Italia , per l’appunto,“ rurale “. Attingendo a piene mani dalle vecchie tradizioni contadine, le storie di Baldini spaventano per l’imprevedibilità del male raccontato, per l’effetto dell’inaspettato, del “ Non è possibile che in un luogo simile capitino fatti del genere “. In fondo, come pronunciato dallo stesso autore, dove il sole batte più forte, l’ombra è più nera.
Le ombre raccontate in GOTICO RURALE sono tangibili e pericolose. Hanno la forma di streghe che si muovono nella nebbia di palude, di vendette nella notte di Natale, di feste di paese mortali. Non fanno eccezione neanche i bambini, presenza fissa della narrativa di Eraldo Baldini, mettendo in luce la parte più buia di se.
Racconti come LA COLLINA DEI BAMBINI e L’INSUCCESSO SCOLASTICO E LE SUE CONSEGUENZE ne sono la più diretta dimostrazione. Quest’ultimo, insieme a FOTO RICORDO, rappresenta il punto più alto e inquietante del libro.
Particolarmente consigliato a chi non ha voglia di dormire, a chi crede che per fare paura bisogna andare nel Maine, a chi ama i film di Pupi Avati, GOTICO RURALE si farà leggere e ricordare. Per le prossime vacanze, un consiglio, rimanetevene in città.

REC 2



Jaume Balaguerò e Paco Plaza hanno fatto di nuovo centro. Hanno piazzato un numero “ 2 “ di fianco al titolo più riuscito della loro carriera senza, per questo, deludere nessuno. Impresa ardua nel cinema horror contemporaneo, schiavo di remake e schiacciato dall’onda deludente di seguiti su seguiti.
REC 2, ha inizio pochi istanti dopo la fine del primo. La giornalista di “Mentre tu dormi “ è stata trascinata nell’oscurità. Dall’interno del condominio infettato, nessuna risposta. Una squadra speciale, guidata da un sedicente ispettore dell’igiene, entra nel luogo del massacro. Inutile dire che finiranno in un vortice di violenza e terrore al di fuori di ogni limite.
Sono bravi i due registi, bravi e capaci. Capaci di strizzare l’occhio ad un cinema di genere che ha fatto epoca, mescolare il tutto, e riproporre un prodotto destinato, a sua volta, ad imprimersi in un immaginario collettivo sull’orlo della sterilità.
Se nel primo capitolo era evidente una forte influenza di stampo “ Romeriano “, con tanto di zombi ed infezione dilagante a colpi di morsi, in questa seconda pellicola, i due registi spagnoli, rendono omaggio a quel filone demoniaco - esoterico, tipico degli anni settanta. Forti sono i rimandi a “L’esorcista “ di Friedkin, con tanto di bambina posseduta. La spiegazione dell’accaduto, assume infatti caratteristiche più soprannaturali, con un insospettabile prete in incognito pronto a condurre, con una determinazione snervante, la sua missione a cavallo fra fede e scienza. La svolta in questione può forse deludere i puristi del primo episodio, ma rende sicuramente la visione, se possibile, ancora più angosciante e opprimente.
Invariato rimane lo stile di regia, telecamera amatoriale in spalla a documentare la vicenda. Un POV in grado di assumere una sfumatura quasi video ludica, nella baraonda militaresca con tanto di armi in soggettiva.
Spaventoso, sanguinario, claustrofobico e dispensatore di salti olimpionici sulla vostra poltrona, REC 2 è tutto questo e molto altro.
Un consiglio, astenersi persone con torcicollo, la scena del bambino che spunta dal soffitto, vi farà camminare con il naso per aria per un bel po’.