lunedì 26 settembre 2011

IL LUNGO ADDIO


Le notizie più dure, arrivano sempre a bruciapelo. E' come una prova di resistenza, un test alla tua sensibilità.
Sergio Bonelli è morto. Vederlo scritto nero su bianco non allenta l'incredulità, non addolcisce l'amarezza. Domani compirò ventotto anni, e saranno venti in compagnia di Dylan Dog e della magia degli albi Bonelli. Il bianco e nero, le storie solide, l'odore inconfodibile.
Per chi come me vive di certe passioni, ed ha deciso di intraprendere una determinata strada, il nome Bonelli è un qualcosa con cui bisognava, e bisogna tuttora, fare i conti, nel bene... e nel bene.
Non voglio lasciare gioco alla retorica, farmi trasportare da paroloni lacrimosi o erigere epitaffi. Il sogno o la speranza di fargli leggere un mio soggetto è diventato ora un grande rimpianto. Pazienza, fa parte del gioco e ci sto. In fondo, anche questo è compreso negli insegnamenti di un grande maestro come Sergio Bonelli. E gli insegnamenti, si sa, servono sempre a chi viene dopo di noi.
Il vuoto è grande, e riempirlo sarà forse impossibile. Un grazie di tutto è d'obbligo!
Ciao Sergio, veglia su di noi, che abbiamo ancora voglia di raccontare storie.

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